Blog personale di Alfio Nicotra

SE FELTRI FOSSE……………

luglio 6th, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »


Se Feltri fosse stato alla guida del plotone di carriarmati bloccati da un giovane con il suo corpo in piazza Tienamen, lo avrebbe messo sotto i cingoli senza esistazione.
Se Feltri fosse stato il comandante dei Vopos quando il 9 novembre del 1989 una folla, violando la legge, decise di picconare il Muro di Berlino, avrebbe ordinato di sparare;
Se Feltri fosse stato il capo della polizia nei giorni della “rivoluzione di velluto” a Praga, avrebbe fatto disperdere con la forza la folla che arrivava in piazza Venceslao.
Se Feltri fosse stato alla guida dei cecchini serbobosniaci che impedivano l’accesso alla città di Sarajevo quando 500 pacifisti disarmati – tra i quali chi scrive – ruppero l’assedio con la marcia di “Mir sada” ci avrebbe sicuramente sparato;
Se Feltri fosse stato comandante dell’esercito coloniale inglese quando gli indiani guidati da Gandhi fecero la “marcia del sale” , avrebbe applicato senz’altro l’ordine di sparare sulla folla;
se Feltri fosse stato al comando di chi assediava il ghetto di Varsavia, avrebbe impedito a chiunque di portare agli assediati cibo, medicine, legna e carbone per scaldarsi;
se Feltri fosse stato direttore del “Giornale” il giorno che gli israeliani uccisero 10 pacifisti e impedito l’arrivo di aiuti umanitari a Gaza avrebbe titolato : “Dieci morti tra gli amici dei terroristi. Israele ha fatto bene a sparare”.

LA CAMPAGNA DELL’ACQUA E L’UNITA’ DELLA SINISTRA

luglio 6th, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

 

Guardatelo quel popolo che affolla i banchetti dell’acqua in ogni angolo d’Italia. Osservateli bene sia dalla parte di chi raccoglie le firme sia da parte di chi firma. Gomito a gomito ci sono compagni che si erano divisi e insultati nei congressi post sconfitta della Sinistra Arcobaleno. C’è il popolo di Genova, dei Forum Sociali, gli scout, gli ambientalisti, il Popolo Viola, i senza partito e i partitisti che credono che senza l’acqua in cui nuotare – scusate il gioco di parole – non c’è futuro per nessuna sinistra. Fermatevi un attimo a guardarli : è una pratica istruttiva. E’ un campagna antilberista che allude ad un mondo radicalmente diverso. Unisce uno schieramento tanto vasto da ricordare l’arco delle forze che organizzò il Genoa Social Forum. Con la stessa “potenza politica” se è vero che è riuscita a spostare pezzi di PD, sindaci un tempo privatizzatori, a mettere in difficoltà la Lega proprio nei suoi fortini, a contrastare a viso aperto la supponenza di Di Pietro che voleva dettare legge con un referendum – il suo- che sembra scritto dalla Confindustria. Ecco un modo sano per unire e dare utilità sociale alla sinistra: partire dai contenuti e non dai contenitori. L’altro giorno, dopo una giornata sotto la pioggia a raccogliere le firme, un compagno mi ha detto con un sorriso stanco ma soddisfatto : “ ci riparlano anche le massaie.”
Perché scrivo questo ? Perché trovo che tra questa realtà e il dibattito interno al nostro partito e alla Federazione della Sinistra ci sia una distanza siderale. Anzi spesso la campagna sull’acqua non è neanche citata tanto è introflessa ed astratta la nostra discussione. Vedo compagni e compagne che stimo tantissimo e che hanno la mia stessa cultura di movimento appassionarsi in una vivisezione dell’ultimo intervento di Giampaolo Patta. Vedo circolare appelli sul sesso degli angeli della sinistra che dovrebbe tornare ad essere utile per il Paese che per la loro ovvietà non hanno altro scopo che quello di ridisegnare geografie interne a quel che resta della sinistra in base ai firmatari.
Come se ancora ci fosse spazio per sommovimenti di corrente, per la difesa di fortini, per un dibattito avulso dal cataclisma sociale che ci sta piombando addosso. Penso che il gruppo dirigente dovrebbe per una volta interrompere una siffatta discussione e voltare pagina rispetto a riti autodistruttivi e a questo accanimento terapeutico.
Sul serio c’è chi pensa che sia un documento, un paletto ideologico, un ribadire atonico di “rifondazione per l’oggi e per il domani” a far nascere una vera Federazione della Sinistra o a rispolverare i tempi d’oro della Rifondazione Comunista? Conoscono questi compagni e queste compagne lo stato del partito o dei partiti e associazioni che compongono la Federazione? Sanno che senza una immersione nella società, nelle reti anticrisi, nelle lotte e nelle vertenze per il lavoro, i diritti, i beni comuni e la democrazia, tutte le forme a cui siamo appartenuti – e in tempi rapidissimi – sono destinate al museo delle cere ? Non c’è documento, statuto o paletto che ci dirà cosa saremo tra un anno o due o tre quando sarà finalmente consentito agli italiani e alle italiane di tornare a votare per le politiche. Alla Federazione della Sinistra è dato il compito di costruire un luogo, anch’esso parziale e non autosufficiente, in cui provare a riaggregare ciò che è andato disperso e cercare con i movimenti e le lotte di risalire la china. L’unità a sinistra va perseguita senza se e senza ma, tanto più se essa viene costruita dal basso e sui contenuti come nella campagna dell’acqua. Non era in basso a sinistra lo slogan del nostro ultimo congresso? Credevamo forse che fosse un pranzo di gala e non una lunga e faticosa marcia nella società?

DIETRO IL “FEDERALISMO DEMANIALE” IL PARTITO TRASVERSALE DEL CEMENTO

luglio 6th, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

Dietro la parola magica del “federalismo demaniale” si nasconde il più colossale progetto di cementificazione del BelPaese della storia della Repubblica.
La cessione a Regioni ed enti locali di strade secondarie, corsi idrici, sorgenti, spiagge, miniere,laghi, areoporti non strategici e più che altro di terreni agricoli fino ad oggi proprietà dello Stato è tesa esclusivamente a “valorizzare il patrimonio” ovvero a fare cassa. Non a caso si precisa a cosa devono servire i proventi : per il 75% ad abbatere il debito pubblico degli Enti Locali, per il restante 25% il debito dello Stato.
La ricchezza (e la bellezza) dell’Italia, consiste nella vasta e diffusa disponibilità di beni demaniali quali spiagge, laghi, panorami che devono rimanere beni comuni potenzialmente a disposizione di tutti, comprese le future generazioni. Quello che si opera con il decreto sul federalismo demaniale è proprio la rottura del principio del demanio come bene comune, incommerciabile e fruibile sempre da parte di tutti.
In linea di principio non siamo contrari al trasferimento di questi beni comuni a Regioni ed Enti Locali: ma non è questa la partita in gioco! E’ il meccanismo che è messo in moto, ovvero quello di mercificare questi beni, che la Federazione della Sinistra contesta alla radice.
Secondo la Ragioneria dello Stato si tratta di un patrimonio valutabile tra 3,2 e i 5 miliardi di euro che potranno essere piazzati sul mercato per una “valorizzazione funzionale”. Si autorizza la vendita ai privati e ai fondi immobiliari che, come è noto, saranno non solo speculativi ma aggiungeranno altri scempi a quelli già attuati nel nostro territorio, in particolare per coste e terreni agricoli.
I Comuni, già stremati dal patto di stabilità e non risarciti dal mancato ingresso di introiti in seguito all’abolizione dell’Ici,si troveranno davanti al dilemma : o spendere soldi propri per la manutenzione e la protezione dei beni ex demaniali trasferiti o metterli invece in vendita, allettando, per esempio per le aree agricole, il potenziale compratore anche con variazioni d’uso di queste aree, trasformandole in edificabili.
Il fatto che gli oneri di urbanizzazione- ovvero gli introiti che i Comuni percepiscono dalla nuove costruzioni e dalle licenze edilizie- rappresentino una delle poche entrate per le amministrazioni comunali, spingeranno i sindaci a concedere varianti e a cementificare il più possibile.
Le aree agricole demaniali che non sono state sottoposte ad un censimento preciso ammontano ad 1 milione di ettari che da ora in poi entrano a far parte del patrimonio degli enti locali. Legambiente ha calcolato che solo il 4% fosse sottoposto a questa procedura e applicando un basso indice di cubatura 0,8 mc/mq avremmo una spaventosa cementificazione delle aree agricole del nostro paese, dell’ordine di 300 milioni di metri cubi.
Anche le sorgenti di acqua minerale e termale possono essere trasferite ed essere messe in patrimonio disponibile e sottoposti a piano di alienazione, ovvero vendita
Le spiagge che continueranno a far parte del patrimonio indisponibile dello stato e quindi non potranno essere vendute saranno sottoposte a processi di valorizzazione. Si aumenterà quindi il processo di privatizzazione (le concessioni passano dagli attuali 20 anni a 99 anni) e cementificazione delle spiagge italiane.
Davanti a questo attacco senza precedenti al patrimonio ambientale nazionale ci pare grave il voto di astensione del Partito Democratico e gravissimo il voto favorevole dell’Italia dei Valori al decreto legislativo del Governo. Lo spettacolo della conferenza stampa congiunta del leghista Calderoli insieme ad Antonio di Pietro segnala drammaticamente l’inconsistenza di questa opposizione parlamentare. C’è un partito trasversale degli affari e delle privatizzazioni che sulla mercificazione dei beni comuni non conosce confini politici.
La Federazione della Sinistra è impegnata a denunciare i “furbetti del quartierino” e il federalismo degli speculatori. Invita i suoi amministratori, consiglieri comunali, provinciali e regionali a rafforzare la vigilanza sugli atti di cessione del patrimonio demaniale agli enti locali e mettere in campo una opera di controinformazione tesa a demistificare la propaganda del Governo. Si impegna a realizzare inoltre, con le associazioni ambientaliste e della società civile, Osservatori provinciali e regionali sugli effetti del “federalismo demaniale” e sui potentati legali ed illegali messi in moto da questo provvedimento teso al “sacco del BelPaese”.

FINE MORATORIA OGM – NICOTRA (Fed.SINISTRA/PRC-PDCI) PRESENTA MOZIONE PER LA TUTELA DELLA NOSTRA AGRICOLTURA E DELLA SALUTE DEL CONSUMATORE

marzo 3rd, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

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Il capogruppo della Federazione della Sinistra (Prc/Pdci) in consiglio provinciale Alfio Nicotra, ha reso noto di aver depositato oggi una mozione in merito alla decisione della Commisione Europea di cancellare la moratoria sulle colture Ogm e per la tutela della tipicità dei nostri prodotti agricoli e della salute del consumatore. Qui di seguito il testo della mozione:

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI AREZZO

 

considerato che :

- la Commissione Europea, in contrasto con la volontà dei cittadini, ha posto fine alla moratoria sulle coltivazioni di Organismi Geneticamente Modificati dando il via libera alla coltivazione della patata transgenica Amflora e a tre nuovi mais biotech;

- la decisione di autorizzare la coltivazione della patata Amflora prodotta dalla multinazionale Bayer e’ gravissima e inaccettabile. Tale coltura Ogm, presenta dei profili di rischio molto alti perche’ avrebbe un gene marker che provoca resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana. In questo modo non solo e’ stato violato il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l’autorizzazione per gli Ogm che contengono geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana;.
- viene così pericolosamente pregiudicata la sicurezza alimentare, la nostra agricoltura tipica, di qualita’ e biologica: insomma a rischio c’e’ tutto il made in Italy agrolimentare;

- la produzione di colture Ogm in campo aperto pregiudicano infatti anche gli altri terreni, potendo diffondersi i semi Ogm con il vento o con insetti, contaminando di fatto le altre colture;

- l’agricoltura della nostra Regione e della nostra provincia rischia di veder pregiudicate le sue colture tipiche e di eccellenza dalla fine della moratoria sulle coltivazioni Ogm. Un danno pesantissimo all’economia agricola e per i nostri coltivatori, danno che si somma all’attuale crisi economica che colpisce anche il settore primario;

ribadendo la contrarietà della Provincia di Arezzo alle coltivazioni Ogm :

- perchè la loro utilizzazione annulla la nostra idea di agricoltura cancellando l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sul mercato:qualità, origine, tracciabilità, biodiversità, tipicità;

- perchè viene meno il principio di precauzione a tutela della salute dei consumatori che deve ispirare ogni legislazione su questo tema;

impegna la giunta provinciale:

ad assumere una iniziativa di concerto con le altre province della nostra Regione e attraverso l’Unione delle Provincie Italiane (UPI) per dichiarare i nostri territori liberi da coltivazioni Ogm e per adottare tutti quei provvedimenti a tutela della tipicità dei nostri prodotti agricoli e della salute dei consumatori;

chiede al Governo e al Parlamento

di manifestare la contrarietà del popolo italiano alla fine della moratoria sulle colture Ogm deliberata dalla Commissione Europea e a varare leggi e provvedimenti che ne impediscano l’utilizzo nel nostro Paese

Arezzo, 3 marzo 2010 Il capogruppo della Federazione della Sinistra (Prc/Pdci)

Alfio Nicotra

 

QUANTI NELSON MANDELA NEI NOSTRI CIE?

febbraio 12th, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

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CONTRO IL RAZZISMO DI IERI E DI OGGI CONSEGNIAMO LA PERGAMENA DELLA CITTADINANZA ONORARIA DI AREZZO A NELSON MANDELA

 

Franco Dringoli e Aurora Rossi, assessori al Comune di Arezzo, congiuntamente al capogruppo provinciale della Federazione della Sinistra PRC/PDCI Alfio Nicotra chiedono che sia finalmente consegnata al Presidente Nelson Mandela la pergamena del conferimento della cittadinanza onoraria della città di Arezzo, deliberata dal consiglio comunale il 14 settembre 1988. Qui di seguito il testo della dichiarazione dei tre esponenti del PRC in occasione del ventennale della liberazione di Mandela dalle carceri sudafricane.

Vent’anni fa  si apriva finalmente la porta del carcere di Paarl nei pressi di Città del Capo. Dopo 27 anni di galera, Nelson Mandela, diventato simbolo mondiale della lotta al razzismo e all’apartheid riacquistava la sua libertà. Iniziava in Sudafrica quel percorso verso la demolizione della segregazione razziale che porterà Nelson Mandela , quattro anni dopo, a diventare il primo presidente di colore eletto democraticamente con percentuali da record.

Anche Arezzo dette il suo contributo alla lotta all’apartheid e per il Sudafrica democratico. Con lo stato africano infatti – uno dei principali paesi produttori di oro – la nostra città era legata economicamente e questo legame, in quell’epoca oscura in cui la minoranza bianca segregava la maggioranza dei sudafricani di colore, era fonte d’imbarazzo e portò ad una forte mobilitazione della coscienza civile degli aretini. Il 14 settembre 1988, su proposta della consigliere comunale del Partito Comunista Italiano Maria Bruttini, il consiglio comunale di Arezzo approvò una delibera che conferiva al prigioniero Nelson Mandela la cittadinanza onoraria della nostra città.

Un fatto importante. Un atto di solidarietà con la lotta dell’African National Congress (Anc)  che ricordava a tutti che Arezzo è una città che appartiene al mondo e che ne condivide i dolori e le speranze.

Non risulta però che al nostro concittadino Nelson Mandela sia mai stata consegnata materialmente la pergamena della cittadinanza onoraria. Ci permettiamo, a vent’anni dalla sua liberazione, di suggerire al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di compiere quel gesto, magari consegnando la cittadinanza onoraria  di Nelson Mandela all’ambasciatore in Italia del nuovo Sudafrica democratico. Un evento che sarebbe una occasione straordinaria anche per la sempre più folta comunità africana che risiede nella nostra città.

Non si tratta di un semplice tributo ad uomo che ha dato la sua vita per la causa della dignità delle persone e per un principio fondamentale solennemente sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo Si  tratta di ricordare a noi stessi che il razzismo non è ancora stato debellato.

 Come dimostrano i recenti fatti di Rosarno e i continui episodi di razzismo, anche nel nostro Paese quei diritti fondamentali per cui ha speso la sua vita Nelson Mandela ,sono oggi messi in discussione.

Qui da noi i cancelli del carcere di Paarl hanno sempre di più le fattezze dei  CIE (Centri di identificazione ed espulsione)  dove essere umani sono rinchiusi senza alcuna condanna solo perché fuggiti dalle guerre, dalla fame e da devastazioni ambientali. Dentro i CIE ci sono tanti e tante Nelson Mandela . Per questo  consegnare materialmente  la cittadinanza onoraria di Arezzo a Nelson Mandela  sia pur con 22 anni di ritardo significa parlare del presente. Significa dare dignità ai quei volti di uomini e di donne che oggi pagano sulla loro pelle leggi razziali e xenofobe come la Bossi/Fini.

Franco Dringoli

Aurora Rossi

Alfio Nicotra

 

Arezzo, 12 febbraio 2010

BUON COMPLEANNO SOCIAL FORUM

febbraio 1st, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »
gennaio 2009, manifestazione di apertura dell'ultimo Forum Sociale Mondiale di Belem.  Foto di Alfio Nicotra

gennaio 2009, manifestazione di apertura dell'ultimo Forum Sociale Mondiale di Belem. Foto di Alfio Nicotra

Il presente articolo è apparso, in forma ridotta su Liberazione del 29/01/2010

Il Forum Sociale Mondiale compie dieci anni.  In quella che sarebbe
diventata “la capitale del movimento” Porto Alegre  iniziava un
percorso poderoso e vivace – a molti ricordava la I° Internazionale –
destinato ad attraversare tutti i continenti e capace di mettere in
rete su scala globale, vertenze, soggetti sociali, lotte comuni.
Alternativa al Forum dei potenti, quello che a Davos riuniva gli
affabulatori di un liberismo senza limiti – gettava le reti e le basi
il movimento dell’altro mondo possibile. Ha fatto la storia di molti di
noi. Sicuramente ha annunciato una nuova sinistra e ha infranto anche
culturalmente il pensiero unico del mercato allora ancora dogma
dominante.
Declinato nei forum continentali e tematici, nutrito dalle
mobilitazioni contro il WTO, Banca Mondiale, FMI e G8 ( il Genoa Social
Forum ne acquisiva non a caso la denominazione) il Forum di Porto
Alegre era figlio non solo della rivolta di Seattle. Nasceva nelle
“vene aperte dell’America Latina” per dirla con Galeano, in un
continente che più di altri era scosso dal neoliberismo selvaggio e
dalla durezza delle condizioni di vita. Il neoliberismo temperato , in
epoche in cui in Europa si sperimentavano gli  “Ulivi planetari” di
Clinton, Blair e D’Alema,  in questa parte del mondo aveva già fatto
fallimento. Il FSM nasceva al di fuori se non contro l’Internazionale
Socialista che del “liberismo con i cerotti”  ne era stato artefice.
Personaggi come Evo Morales e Fernando Lugo, ora presidenti
rispettivamente della Bolivia e del Paraguay, erano tra gli oratori e
tra gli organizzatori dei tanti seminari che animavano il Forum.
Sembrava di entrare in una grande università popolare: giovanissimi e
non solo accalcati in aule strapiene, seduti per terra con quaderno e
taccuino per gli appunti.
Quella enorme forza non è andata dispersa. Si è tradotta in America
Latina anche in governi progressisti e rivoluzionari. Se oggi si parla
di socialismo del XXI secolo è perché in questo laboratorio le varie
sinistre antiliberiste si sono incrociate e contaminate con il
movimento dei movimenti. Una forza che ha mosso l’India e molti paesi
africani (il prossimo anno il FSM si terrà a Dakar dopo essere passato
due anni fa da Nairobi).Che ha alzato un mare di uomini e di donne
contro la guerra permanente di Bush. Forse è in Europa che quella
formula  appare oggi, con il trascorrere degli anni, un po’ consunta,
anche se ovunque si è tenuto il Forum Sociale Europeo –straordinario
quello di Firenze – ha sempre registrato un grande successo di
partecipazione.
Anche la critica alle democrazie liberali si sostanzia nei forum
sociali. La democrazia partecipata significa in primo luogo rifiuto di
contare solo un giorno ogni cinque anni, di essere un numero da segnare
sulle tabelle degli scrutini. C’è vita lontano dal parlamento e ai
palazzi del potere anche se non si disdegna il voto ma inteso come
strumento di lotta più che di delega. Oggi il processo dei forum
sociali ha necessità di una forte innovazione. La protesta di
Copenaghen sui cambiamenti climatici, sta spostando più che nel passato
l’asse del ragionamento sulle grandi questioni ambientali. Di grande
rilievo è la ‘convocatoria’ fatta da Evo Morales ad un Forum Mondiale
sul clima da tenersi a Cochabamba tra il 20 e il 22 aprile prossimi.
Cochabamba è una città simbolo : è qui che una rivolta popolare ha
costretto le autorità a ripubblicizzare l’acqua privatizzata e
consegnata nelle mani di una multinazionale. E’ a questa città che si
ispirano tutti i movimenti per l’acqua pubblica in ogni parte del
pianeta. Davanti alla crisi economica, ambientale e  sociale più grande
della storia del capitalismo , il progetto delle alternative di società
ha bisogno anche di inverarsi nella concretezza delle cose. Cambiare il
mondo dalle parole ai fatti, sembra essere questa la nuova sfida del
movimento . Visto dall’Italia, con una sinistra espulsa dal parlamento
e con Berlusconi che detta l’agenda della politica, questo compleanno
può apparirci malinconico. Dobbiamo imparare dai nostri errori ma non
dobbiamo abbatterci. La partita cominciata a Seattle  e rilanciata da
Porto Alegre è ancora tutta aperta.

Alfio Nicotra

UN RISVEGLIO UTILE

gennaio 25th, 2010 Posted in Senza categoria | 1 Comment »

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DALLA PUGLIA UN “RISVEGLIO UTILE” PER UNA SINISTRA UNITA AUTONOMA DAL PD

Alfio Nicotra, componente la direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e consigliere nazionale della Federazione della Sinistra ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Ai tanti profeti di sventura che davano per finita la sinistra in Italia dalla Puglia arriva una risposta straordinaria : la sinistra c’è e vince se è unita.

Le primarie sono un successo per il presidente della giunta uscente Niki Vendola, ma lo sono ancora di più per il popolo della sinistra, che ha saputo mettere avanti il bene comune alle incomprensioni e alle ostilità di partito. Rifondazione Comunista non ha avuto dubbi da che parte stare, di fronte al tentativo di cancellare una esperienza tra le più vitali da parte di quel PD che accarezzava la riesumazione della bicamerale, delle riforme istituzionali condivise con Berlusconi e si consegnava mani e piedi all’UDC di Casini e Cuffaro. A chi come noi la scissione l’ha subita, la dolorosa rottura di una comunità politica che invece andava preservata dalle divisioni, è stato normale buttarsi anima e corpo per difendere il candidato più di sinistra e rintuzzare i progetti speculativi di chi vuole la privatizzazione dell’acquedotto pugliese, una sanità consegnata ai privati e mano libera per il consumo acritico di territorio. Dopo il “sogno utile” che rapidamente lo scorso anno si è convertito in un “incubo inutile” impedendo alla sinistra divisa di entrare anche al parlamento europeo , è tempo di un “risveglio utile”.

Per una sinistra che riscopra le ragioni basilari dell’unità e l’indipendenza dal PD. La Federazione della Sinistra è sorta proprio per lanciare questo percorso unitario e per invertire la tendenza alla disgregazione. Che i gruppi dirigenti siano adesso all’altezza di questa aspettativa che vive nel Paese. Non disperdiamo il risveglio utile che viene dalla Puglia.

COSA SUCCEDE ALL’UNIVERSITA’ DI AREZZO?

gennaio 21st, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

univsienaQuesta mattina, ho presentato alla giunta provinciale di Arezzo, nella seduta del consiglio, una dettagliata interrogazione sulla grave situazione, occupazionale e non solo, dell’Università di Siena e segnatamente della sede distaccata di Arezzo. Quello che segue è il testo integrale.

INTERROGAZIONE SULLA GRAVE SITUAZIONE DELLA SEDE DECENTRATA DI AREZZO DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI SIENA

 

Premesso che :

 

L’università di Siena si compone di una sede centrale e due sedi decentrate (Arezzo e Grosseto) più il Centro di Geotecnologie di S. Giovanni Valdarno e la sede di Colle Val d’Elsa, dove si svolge, però, solo attività di ricerca. Tra le sedi decentrate, Arezzo è la principale ed è composta dalla Facoltà di Lettere e Filosofia (con radicamento quarantennale) e dal Polo universitario aretino, società per azioni cui partecipano in misura diversa vari soggetti, tra cui Comune e Provincia. Al Polo fanno capo alcuni corsi di laurea triennale delle facoltà di Economia, Ingegneria e Medicina. Ad Arezzo sono attualmente impiegate circa 60 unità di personale tecnico-amministrativo e circa 90 docenti.

 

-          Il bilancio di previsione 2010 dell’Ateneo è stato approvato con un disavanzo di 32 milioni, derivante da uscite per circa 286 milioni ed entrate per circa 254 milioni di euro. Le spese per il personale gravano per circa 120 milioni, circa 80 dei quali vengono spesi per il corpo docente che, non essendo contrattualizzato e avendo degli aumenti stipendiali decisi per legge, incide in maniera più consistente su questo capitolo.

-          In quest’ultimo anno si è registrata una perdita costante di posti di lavoro:

·      già 80 dalle cooperative che hanno in appalto vari servizi, tra cui pulizie, portineria e centralino;

·      entro marzo cesseranno di lavorare 40 stabilizzandi  ( 3 ad Arezzo);

·      non sono stati rinnovati circa 20 contratti a tempo determinato;

·      le supplenze e gli incarichi di insegnamento sono stati ridotti fino al 75%;

·      si è avuto un dimezzamento assegni di ricerca e n. borse di studio per dottorati;

·      il programma di prepensionamento dei docenti varato dall’Ateneo per contenere i costi ha ricevuto scarse adesioni.

·      nella contrattazione del 20 c.m. è all’ordine del giorno la mobilità del personale tecnico-amministrativo, per ora si parla di mobilità volontaria, in futuro non si sa, i numeri che serpeggiano sono tra 300 e 400 unità di personale in esubero (oltre ai tagli che ci sono già stati).

 

-          Per il personale tecnico-amministrativo si sono già determinati problemi legati al potere di acquisto degli stipendi, non solo perché viene comunicato di mese in mese se verranno pagati gli stipendi, ma anche perché l’Amministrazione ha congelato i concorsi per accedere alle progressioni orizzontali, e quindi agli scatti stipendiali, con conseguente lettera di diffida  di tutte le sigle sindacali, tranne la Cisal

 

-          E’ in fieri un progetto di federazione dei 3 atenei toscani sotto il coordinamento della Regione, che dovrebbe portare a una razionalizzazione dei costi e del personale docente e tecnico-amministrativo con centralizzazione di alcuni servizi. Per la concretizzazione dell’accordo manca la firma di Pisa, che aveva richiesto alcune modifiche, concesse dalla Regione. Qualora questo dovesse realizzarsi, non si sa cosa comporterebbe in termini di spostamento del personale.

-          C’è un impegno da parte della Regione ad acquistare l’immobile dove ha sede l’ospedale delle Scotte. Al riguardo risulta che 108 milioni siano stati iscritti nel bilancio della Regione, ma non è stato previsto un capitolo ad hoc. Non si conoscono i tempi dell’iter, anche perché per realizzare la compravendita occorre approvare una specifica legge regionale e la giunta è in scadenza. Se non riesce a realizzare questa vendita l’Università è al collasso.

-          A causa del blocco del turn-over, iniziano a manifestarsi problemi di funzionamento di tutta la macchina che tiene in piedi l’università, non solo sotto il profilo della didattica e della ricerca, che come si è detto sono state già fortemente ridimensionate, ma anche perché viene a mancare personale qualificato, con il rischio di chiusura delle strutture e impossibilità di assegnare incarichi di responsabilità, che finiscono per gravare esclusivamente sui responsabili di divisione. Un esempio su Arezzo riguarda la mancanza di personale presso la Biblioteca del Polo, dove due unità che dovevano essere stabilizzate hanno perso il lavoro. La Biblioteca è attualmente tenuta aperta da due sole persone, una dipendente di ruolo dell’Università e una dipendente del Polo, è evidente che in caso di malattia, ferie o maternità la Biblioteca verrà chiusa. Questo arrecherà un disservizio temporaneo agli studenti che, diventerà permanente qualora i fondi della Biblioteca dovessero confluire nella Biblioteca centrale della Facoltà di Lettere. Tale disservizio, insieme ad altri già prodotti dalla scarsità di risorse (come l’abolizione dei tutor di supporto alla didattica), potrebbero incidere negativamente sulle immatricolazioni e le iscrizioni dei prossimi anni.

 

-          L’Ateneo ha deciso di affrontare la questione dei precari e della mobilità su base provinciale. Ha costituito un’apposita Commissione allo scopo di verificare la possibilità di riassorbimento dei lavoratori in esubero presso altre amministrazioni pubbliche delle quattro province interessate, in base alla residenza dei lavoratori. A Siena la situazione è già ad un buono stadio, non solo perché sono stati predisposti ammortizzatori sociali per sei mesi per chi ha perso o sta per perdere il lavoro, ma anche perché è stato realizzato un database per censire le professionalità e favorire il reintegro dei lavoratori presso altre amministrazioni. Inoltre, grazie all’impegno anche economico della Provincia e del Monte dei Paschi si realizzerà una multisala, rivolta tanto alla cittadinanza, quanto ai turisti, dove sarà possibile reimpiegare alcuni di coloro che hanno perso il posto di lavoro.

Per quanto riguarda Arezzo, i contatti sono ancora embrionali, risulta che al momento ci siano stati solo contatti telefonici tra i vertici dell’Ateneo e l’assessore Ricci.

Quello che ci si aspetta dalla Provincia è che si faccia tramite presso le altre Amministrazioni pubbliche da una parte per verificarne, in maniera esaustiva, la disponibilità a ricevere un certo numero di lavoratori, dall’altra a mappare le eventuali necessità di questi enti, in modo da rendere evidente quali profili professionali e quali competenze potrebbero risultare utili.

Più in generale si chiede all’Amministrazione Provinciale di attivarsi per salvare la sede distaccata dell’Università di Siena di Arezzo, inserendola in un progetto di sostegno e rilancio fondamentale per il nostro territorio.

 

Il capogruppo della Federazione della Sinistra/Prc/Pdci

SHER KHAN

dicembre 10th, 2009 Posted in Senza categoria | 1 Comment »
foto di Stefano Montesi, Sher Khan ai tempi della Pantanella
foto di Stefano Montesi, Sher Khan ai tempi della Pantanella

       

Se chiudo gli occhi lo rivedo li. In quel pastificio poco fuori San Lorenzo a Porta Maggiore. Ci viene incontro con la sua tunica bianca e il sorriso sornione sotto i baffi. Siamo dentro un alveare umano credo nel 1990. Reti, materassi , panni stesi, fornelli per il gas ovunque. Sher Khan sembra il padrone di casa, ci fa strada in quella strana visita guidata. La Pantanella è tutto un odore di umanità. Pelli colorate e babele di lingue. Gli “invisibili” qui hanno un volto e, sia pur in modo precario, un rifugio dal freddo.

Sono passati diciannove anni e la notizia ti arriva come un pugno dritto nello stomaco. Non fai neanche in tempo a riprendere fiato  e ti accorgi che i ricordi ti stanno portando indietro. Questa volta sono in via Turati, stesso periodo, sede di Senzaconfine , piena di fumo e volti asiatici. “Cazzo Dino spegni questa sigaretta, non si respira.” Ma lui, Dino Frisullo,  è un tabagista inguaribile e Sher Khan invece un leader pachistano fiero e determinato.  L’associazione Senzaconfine di Eugenio Melandri come la Caritas di Luigi Di Liegro era una delle poche realtà che si faceva attraversare dall’organizzazione di base dei migranti in una città che ogni giorno metteva in discussione la sua vocazione cosmopolita. Sher Khan parlava italiano a scatti , ma la sua voce calda, quando parlava nella sua lingua fluiva senza intoppi e doveva entrare nel cuore. Doveva essere così perché per anni la comunità pachistana è stata tra le più attive e combattive. Prima e dopo la sanatoria della legge Martelli.

La sede di Senzaconfine era nel quartiere dell’Esquilino, a due passi da piazza Vittorio sotto i cui portici l’altra notte Sher Khan è morto di freddo.

Al  gelo,probabilmente colpito da un malore che gli ha impedito di raggiungere lo stabile occupato di Ponte Mammolo,  è morto un leader, un protagonista di lotte straordinarie per la dignità. E’ morto da clandestino e senza un tetto fisso. Nel disumano gioco dell’oca del sindaco Alemanno fatta di sgomberi e caccia al clandestino questa è la condizione “normale” di vita (o non vita?) di migliaia di esseri umani.

Chissà se Sher Khan sabato era alla manifestazione contro Berlusconi e chissà cosa avrà mai pensato di quella marea di bandiere viola e rosse. Chissà qual è stato il suo ultimo pensiero, desiderio o carezza. L’ultima volta, qualche mese fa, mi era apparso all’improvviso, proprio in piazza Vittorio. Mi aveva porto la mano dicendomi “ti ricordi, sono Sher Khan”. Certo che ti ricordo, indomito leone pachistano, testardo combattente di una umanità negata. Che stretta di mano la nostra e come era buono quell’ultimo caffè bevuto insieme. Chiudo gli occhi e ti rivedo . Sher Khan ucciso dal freddo e dall’indifferenza di Roma. Probabilmente  anche dalla nostra.

Alfio Nicotra

UN PREMIO PER LA PACE IN MEMORIA DI TERESA SARTI FONDATRICE DI EMERGENCY

novembre 24th, 2009 Posted in Senza categoria | 1 Comment »

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Fondatrice con Gino Strada dell’associazione Emergency, Teresa Sarti affetta da un male incurabile, è morta a Milano il 1 settembre del 2009. Per ricordarne l’impegno civile i capogruppo della provincia di Arezzo Alfio Nicotra (Prc/Pdci), Sara Boncompagni (Idv) , Alessandra Landucci (Sinistra e Libertà) e Massimo Pacifici (Pd) hanno presentato una mozione consiliare per l’istituzione di un premio per la pace dedicato alla presidente di Emergency. La mozione, che sarà discussa nella seduta del prossimo giovedì 26 novembre, ricorda come “i principi del ripudio della guerra e della promozione della cultura della pace e della nonviolenza, sono attività fondamentali alle quali legittimamente l’amministrazione provinciale deve tendere, divulgare e favorire.”

I proponenti ricordano come Emergency “è una delle organizzazioni associative e di volontariato più attive del nostro territorio che persegue questi principi.”

Da qui la proposta di deliberazione che impegna la giunta : “a istituire, nelle forme e nella periodicità che reputerà più opportune, un premio per la pace dedicato a Teresa Sarti da organizzare con la collaborazione attiva di altri Enti che vorranno parteciparvi e dell’associazione aretina di Emergency, rivolto segnatamente alle nuove generazioni e alle scuole di ogni ordine e grado.”

L’associazione Emergency conta oltre 4 mila militanti, è specializzata in solidarietà e raccolta fondi, donanzioni spontanee e una serie di ospedali (tre solo in Afghanistan, un centro altamente specializzato in Sudan, altri ancora in Africa e punti di riferimento persino negli Usa). In 15 anni ha assistito e curato oltre 3 milioni di ammalati, feriti, mutilati in particolare bambini vittime delle cosiddette mine anti-persona.

 

Arezzo, 24 novembre 2009