Blog personale di Alfio Nicotra

BUON COMPLEANNO SOCIAL FORUM

febbraio 1st, 2010 Posted in Senza categoria
gennaio 2009, manifestazione di apertura dell'ultimo Forum Sociale Mondiale di Belem.  Foto di Alfio Nicotra

gennaio 2009, manifestazione di apertura dell'ultimo Forum Sociale Mondiale di Belem. Foto di Alfio Nicotra

Il presente articolo è apparso, in forma ridotta su Liberazione del 29/01/2010

Il Forum Sociale Mondiale compie dieci anni.  In quella che sarebbe
diventata “la capitale del movimento” Porto Alegre  iniziava un
percorso poderoso e vivace – a molti ricordava la I° Internazionale –
destinato ad attraversare tutti i continenti e capace di mettere in
rete su scala globale, vertenze, soggetti sociali, lotte comuni.
Alternativa al Forum dei potenti, quello che a Davos riuniva gli
affabulatori di un liberismo senza limiti – gettava le reti e le basi
il movimento dell’altro mondo possibile. Ha fatto la storia di molti di
noi. Sicuramente ha annunciato una nuova sinistra e ha infranto anche
culturalmente il pensiero unico del mercato allora ancora dogma
dominante.
Declinato nei forum continentali e tematici, nutrito dalle
mobilitazioni contro il WTO, Banca Mondiale, FMI e G8 ( il Genoa Social
Forum ne acquisiva non a caso la denominazione) il Forum di Porto
Alegre era figlio non solo della rivolta di Seattle. Nasceva nelle
“vene aperte dell’America Latina” per dirla con Galeano, in un
continente che più di altri era scosso dal neoliberismo selvaggio e
dalla durezza delle condizioni di vita. Il neoliberismo temperato , in
epoche in cui in Europa si sperimentavano gli  “Ulivi planetari” di
Clinton, Blair e D’Alema,  in questa parte del mondo aveva già fatto
fallimento. Il FSM nasceva al di fuori se non contro l’Internazionale
Socialista che del “liberismo con i cerotti”  ne era stato artefice.
Personaggi come Evo Morales e Fernando Lugo, ora presidenti
rispettivamente della Bolivia e del Paraguay, erano tra gli oratori e
tra gli organizzatori dei tanti seminari che animavano il Forum.
Sembrava di entrare in una grande università popolare: giovanissimi e
non solo accalcati in aule strapiene, seduti per terra con quaderno e
taccuino per gli appunti.
Quella enorme forza non è andata dispersa. Si è tradotta in America
Latina anche in governi progressisti e rivoluzionari. Se oggi si parla
di socialismo del XXI secolo è perché in questo laboratorio le varie
sinistre antiliberiste si sono incrociate e contaminate con il
movimento dei movimenti. Una forza che ha mosso l’India e molti paesi
africani (il prossimo anno il FSM si terrà a Dakar dopo essere passato
due anni fa da Nairobi).Che ha alzato un mare di uomini e di donne
contro la guerra permanente di Bush. Forse è in Europa che quella
formula  appare oggi, con il trascorrere degli anni, un po’ consunta,
anche se ovunque si è tenuto il Forum Sociale Europeo –straordinario
quello di Firenze – ha sempre registrato un grande successo di
partecipazione.
Anche la critica alle democrazie liberali si sostanzia nei forum
sociali. La democrazia partecipata significa in primo luogo rifiuto di
contare solo un giorno ogni cinque anni, di essere un numero da segnare
sulle tabelle degli scrutini. C’è vita lontano dal parlamento e ai
palazzi del potere anche se non si disdegna il voto ma inteso come
strumento di lotta più che di delega. Oggi il processo dei forum
sociali ha necessità di una forte innovazione. La protesta di
Copenaghen sui cambiamenti climatici, sta spostando più che nel passato
l’asse del ragionamento sulle grandi questioni ambientali. Di grande
rilievo è la ‘convocatoria’ fatta da Evo Morales ad un Forum Mondiale
sul clima da tenersi a Cochabamba tra il 20 e il 22 aprile prossimi.
Cochabamba è una città simbolo : è qui che una rivolta popolare ha
costretto le autorità a ripubblicizzare l’acqua privatizzata e
consegnata nelle mani di una multinazionale. E’ a questa città che si
ispirano tutti i movimenti per l’acqua pubblica in ogni parte del
pianeta. Davanti alla crisi economica, ambientale e  sociale più grande
della storia del capitalismo , il progetto delle alternative di società
ha bisogno anche di inverarsi nella concretezza delle cose. Cambiare il
mondo dalle parole ai fatti, sembra essere questa la nuova sfida del
movimento . Visto dall’Italia, con una sinistra espulsa dal parlamento
e con Berlusconi che detta l’agenda della politica, questo compleanno
può apparirci malinconico. Dobbiamo imparare dai nostri errori ma non
dobbiamo abbatterci. La partita cominciata a Seattle  e rilanciata da
Porto Alegre è ancora tutta aperta.

Alfio Nicotra

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