Blog personale di Alfio Nicotra

UN RISVEGLIO UTILE

gennaio 25th, 2010 Posted in Senza categoria | 1 Comment »

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DALLA PUGLIA UN “RISVEGLIO UTILE” PER UNA SINISTRA UNITA AUTONOMA DAL PD

Alfio Nicotra, componente la direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e consigliere nazionale della Federazione della Sinistra ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Ai tanti profeti di sventura che davano per finita la sinistra in Italia dalla Puglia arriva una risposta straordinaria : la sinistra c’è e vince se è unita.

Le primarie sono un successo per il presidente della giunta uscente Niki Vendola, ma lo sono ancora di più per il popolo della sinistra, che ha saputo mettere avanti il bene comune alle incomprensioni e alle ostilità di partito. Rifondazione Comunista non ha avuto dubbi da che parte stare, di fronte al tentativo di cancellare una esperienza tra le più vitali da parte di quel PD che accarezzava la riesumazione della bicamerale, delle riforme istituzionali condivise con Berlusconi e si consegnava mani e piedi all’UDC di Casini e Cuffaro. A chi come noi la scissione l’ha subita, la dolorosa rottura di una comunità politica che invece andava preservata dalle divisioni, è stato normale buttarsi anima e corpo per difendere il candidato più di sinistra e rintuzzare i progetti speculativi di chi vuole la privatizzazione dell’acquedotto pugliese, una sanità consegnata ai privati e mano libera per il consumo acritico di territorio. Dopo il “sogno utile” che rapidamente lo scorso anno si è convertito in un “incubo inutile” impedendo alla sinistra divisa di entrare anche al parlamento europeo , è tempo di un “risveglio utile”.

Per una sinistra che riscopra le ragioni basilari dell’unità e l’indipendenza dal PD. La Federazione della Sinistra è sorta proprio per lanciare questo percorso unitario e per invertire la tendenza alla disgregazione. Che i gruppi dirigenti siano adesso all’altezza di questa aspettativa che vive nel Paese. Non disperdiamo il risveglio utile che viene dalla Puglia.

COSA SUCCEDE ALL’UNIVERSITA’ DI AREZZO?

gennaio 21st, 2010 Posted in Senza categoria | No Comments »

univsienaQuesta mattina, ho presentato alla giunta provinciale di Arezzo, nella seduta del consiglio, una dettagliata interrogazione sulla grave situazione, occupazionale e non solo, dell’Università di Siena e segnatamente della sede distaccata di Arezzo. Quello che segue è il testo integrale.

INTERROGAZIONE SULLA GRAVE SITUAZIONE DELLA SEDE DECENTRATA DI AREZZO DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI SIENA

 

Premesso che :

 

L’università di Siena si compone di una sede centrale e due sedi decentrate (Arezzo e Grosseto) più il Centro di Geotecnologie di S. Giovanni Valdarno e la sede di Colle Val d’Elsa, dove si svolge, però, solo attività di ricerca. Tra le sedi decentrate, Arezzo è la principale ed è composta dalla Facoltà di Lettere e Filosofia (con radicamento quarantennale) e dal Polo universitario aretino, società per azioni cui partecipano in misura diversa vari soggetti, tra cui Comune e Provincia. Al Polo fanno capo alcuni corsi di laurea triennale delle facoltà di Economia, Ingegneria e Medicina. Ad Arezzo sono attualmente impiegate circa 60 unità di personale tecnico-amministrativo e circa 90 docenti.

 

-          Il bilancio di previsione 2010 dell’Ateneo è stato approvato con un disavanzo di 32 milioni, derivante da uscite per circa 286 milioni ed entrate per circa 254 milioni di euro. Le spese per il personale gravano per circa 120 milioni, circa 80 dei quali vengono spesi per il corpo docente che, non essendo contrattualizzato e avendo degli aumenti stipendiali decisi per legge, incide in maniera più consistente su questo capitolo.

-          In quest’ultimo anno si è registrata una perdita costante di posti di lavoro:

·      già 80 dalle cooperative che hanno in appalto vari servizi, tra cui pulizie, portineria e centralino;

·      entro marzo cesseranno di lavorare 40 stabilizzandi  ( 3 ad Arezzo);

·      non sono stati rinnovati circa 20 contratti a tempo determinato;

·      le supplenze e gli incarichi di insegnamento sono stati ridotti fino al 75%;

·      si è avuto un dimezzamento assegni di ricerca e n. borse di studio per dottorati;

·      il programma di prepensionamento dei docenti varato dall’Ateneo per contenere i costi ha ricevuto scarse adesioni.

·      nella contrattazione del 20 c.m. è all’ordine del giorno la mobilità del personale tecnico-amministrativo, per ora si parla di mobilità volontaria, in futuro non si sa, i numeri che serpeggiano sono tra 300 e 400 unità di personale in esubero (oltre ai tagli che ci sono già stati).

 

-          Per il personale tecnico-amministrativo si sono già determinati problemi legati al potere di acquisto degli stipendi, non solo perché viene comunicato di mese in mese se verranno pagati gli stipendi, ma anche perché l’Amministrazione ha congelato i concorsi per accedere alle progressioni orizzontali, e quindi agli scatti stipendiali, con conseguente lettera di diffida  di tutte le sigle sindacali, tranne la Cisal

 

-          E’ in fieri un progetto di federazione dei 3 atenei toscani sotto il coordinamento della Regione, che dovrebbe portare a una razionalizzazione dei costi e del personale docente e tecnico-amministrativo con centralizzazione di alcuni servizi. Per la concretizzazione dell’accordo manca la firma di Pisa, che aveva richiesto alcune modifiche, concesse dalla Regione. Qualora questo dovesse realizzarsi, non si sa cosa comporterebbe in termini di spostamento del personale.

-          C’è un impegno da parte della Regione ad acquistare l’immobile dove ha sede l’ospedale delle Scotte. Al riguardo risulta che 108 milioni siano stati iscritti nel bilancio della Regione, ma non è stato previsto un capitolo ad hoc. Non si conoscono i tempi dell’iter, anche perché per realizzare la compravendita occorre approvare una specifica legge regionale e la giunta è in scadenza. Se non riesce a realizzare questa vendita l’Università è al collasso.

-          A causa del blocco del turn-over, iniziano a manifestarsi problemi di funzionamento di tutta la macchina che tiene in piedi l’università, non solo sotto il profilo della didattica e della ricerca, che come si è detto sono state già fortemente ridimensionate, ma anche perché viene a mancare personale qualificato, con il rischio di chiusura delle strutture e impossibilità di assegnare incarichi di responsabilità, che finiscono per gravare esclusivamente sui responsabili di divisione. Un esempio su Arezzo riguarda la mancanza di personale presso la Biblioteca del Polo, dove due unità che dovevano essere stabilizzate hanno perso il lavoro. La Biblioteca è attualmente tenuta aperta da due sole persone, una dipendente di ruolo dell’Università e una dipendente del Polo, è evidente che in caso di malattia, ferie o maternità la Biblioteca verrà chiusa. Questo arrecherà un disservizio temporaneo agli studenti che, diventerà permanente qualora i fondi della Biblioteca dovessero confluire nella Biblioteca centrale della Facoltà di Lettere. Tale disservizio, insieme ad altri già prodotti dalla scarsità di risorse (come l’abolizione dei tutor di supporto alla didattica), potrebbero incidere negativamente sulle immatricolazioni e le iscrizioni dei prossimi anni.

 

-          L’Ateneo ha deciso di affrontare la questione dei precari e della mobilità su base provinciale. Ha costituito un’apposita Commissione allo scopo di verificare la possibilità di riassorbimento dei lavoratori in esubero presso altre amministrazioni pubbliche delle quattro province interessate, in base alla residenza dei lavoratori. A Siena la situazione è già ad un buono stadio, non solo perché sono stati predisposti ammortizzatori sociali per sei mesi per chi ha perso o sta per perdere il lavoro, ma anche perché è stato realizzato un database per censire le professionalità e favorire il reintegro dei lavoratori presso altre amministrazioni. Inoltre, grazie all’impegno anche economico della Provincia e del Monte dei Paschi si realizzerà una multisala, rivolta tanto alla cittadinanza, quanto ai turisti, dove sarà possibile reimpiegare alcuni di coloro che hanno perso il posto di lavoro.

Per quanto riguarda Arezzo, i contatti sono ancora embrionali, risulta che al momento ci siano stati solo contatti telefonici tra i vertici dell’Ateneo e l’assessore Ricci.

Quello che ci si aspetta dalla Provincia è che si faccia tramite presso le altre Amministrazioni pubbliche da una parte per verificarne, in maniera esaustiva, la disponibilità a ricevere un certo numero di lavoratori, dall’altra a mappare le eventuali necessità di questi enti, in modo da rendere evidente quali profili professionali e quali competenze potrebbero risultare utili.

Più in generale si chiede all’Amministrazione Provinciale di attivarsi per salvare la sede distaccata dell’Università di Siena di Arezzo, inserendola in un progetto di sostegno e rilancio fondamentale per il nostro territorio.

 

Il capogruppo della Federazione della Sinistra/Prc/Pdci

SHER KHAN

dicembre 10th, 2009 Posted in Senza categoria | 1 Comment »
foto di Stefano Montesi, Sher Khan ai tempi della Pantanella
foto di Stefano Montesi, Sher Khan ai tempi della Pantanella

       

Se chiudo gli occhi lo rivedo li. In quel pastificio poco fuori San Lorenzo a Porta Maggiore. Ci viene incontro con la sua tunica bianca e il sorriso sornione sotto i baffi. Siamo dentro un alveare umano credo nel 1990. Reti, materassi , panni stesi, fornelli per il gas ovunque. Sher Khan sembra il padrone di casa, ci fa strada in quella strana visita guidata. La Pantanella è tutto un odore di umanità. Pelli colorate e babele di lingue. Gli “invisibili” qui hanno un volto e, sia pur in modo precario, un rifugio dal freddo.

Sono passati diciannove anni e la notizia ti arriva come un pugno dritto nello stomaco. Non fai neanche in tempo a riprendere fiato  e ti accorgi che i ricordi ti stanno portando indietro. Questa volta sono in via Turati, stesso periodo, sede di Senzaconfine , piena di fumo e volti asiatici. “Cazzo Dino spegni questa sigaretta, non si respira.” Ma lui, Dino Frisullo,  è un tabagista inguaribile e Sher Khan invece un leader pachistano fiero e determinato.  L’associazione Senzaconfine di Eugenio Melandri come la Caritas di Luigi Di Liegro era una delle poche realtà che si faceva attraversare dall’organizzazione di base dei migranti in una città che ogni giorno metteva in discussione la sua vocazione cosmopolita. Sher Khan parlava italiano a scatti , ma la sua voce calda, quando parlava nella sua lingua fluiva senza intoppi e doveva entrare nel cuore. Doveva essere così perché per anni la comunità pachistana è stata tra le più attive e combattive. Prima e dopo la sanatoria della legge Martelli.

La sede di Senzaconfine era nel quartiere dell’Esquilino, a due passi da piazza Vittorio sotto i cui portici l’altra notte Sher Khan è morto di freddo.

Al  gelo,probabilmente colpito da un malore che gli ha impedito di raggiungere lo stabile occupato di Ponte Mammolo,  è morto un leader, un protagonista di lotte straordinarie per la dignità. E’ morto da clandestino e senza un tetto fisso. Nel disumano gioco dell’oca del sindaco Alemanno fatta di sgomberi e caccia al clandestino questa è la condizione “normale” di vita (o non vita?) di migliaia di esseri umani.

Chissà se Sher Khan sabato era alla manifestazione contro Berlusconi e chissà cosa avrà mai pensato di quella marea di bandiere viola e rosse. Chissà qual è stato il suo ultimo pensiero, desiderio o carezza. L’ultima volta, qualche mese fa, mi era apparso all’improvviso, proprio in piazza Vittorio. Mi aveva porto la mano dicendomi “ti ricordi, sono Sher Khan”. Certo che ti ricordo, indomito leone pachistano, testardo combattente di una umanità negata. Che stretta di mano la nostra e come era buono quell’ultimo caffè bevuto insieme. Chiudo gli occhi e ti rivedo . Sher Khan ucciso dal freddo e dall’indifferenza di Roma. Probabilmente  anche dalla nostra.

Alfio Nicotra

UN PREMIO PER LA PACE IN MEMORIA DI TERESA SARTI FONDATRICE DI EMERGENCY

novembre 24th, 2009 Posted in Senza categoria | 1 Comment »

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Fondatrice con Gino Strada dell’associazione Emergency, Teresa Sarti affetta da un male incurabile, è morta a Milano il 1 settembre del 2009. Per ricordarne l’impegno civile i capogruppo della provincia di Arezzo Alfio Nicotra (Prc/Pdci), Sara Boncompagni (Idv) , Alessandra Landucci (Sinistra e Libertà) e Massimo Pacifici (Pd) hanno presentato una mozione consiliare per l’istituzione di un premio per la pace dedicato alla presidente di Emergency. La mozione, che sarà discussa nella seduta del prossimo giovedì 26 novembre, ricorda come “i principi del ripudio della guerra e della promozione della cultura della pace e della nonviolenza, sono attività fondamentali alle quali legittimamente l’amministrazione provinciale deve tendere, divulgare e favorire.”

I proponenti ricordano come Emergency “è una delle organizzazioni associative e di volontariato più attive del nostro territorio che persegue questi principi.”

Da qui la proposta di deliberazione che impegna la giunta : “a istituire, nelle forme e nella periodicità che reputerà più opportune, un premio per la pace dedicato a Teresa Sarti da organizzare con la collaborazione attiva di altri Enti che vorranno parteciparvi e dell’associazione aretina di Emergency, rivolto segnatamente alle nuove generazioni e alle scuole di ogni ordine e grado.”

L’associazione Emergency conta oltre 4 mila militanti, è specializzata in solidarietà e raccolta fondi, donanzioni spontanee e una serie di ospedali (tre solo in Afghanistan, un centro altamente specializzato in Sudan, altri ancora in Africa e punti di riferimento persino negli Usa). In 15 anni ha assistito e curato oltre 3 milioni di ammalati, feriti, mutilati in particolare bambini vittime delle cosiddette mine anti-persona.

 

Arezzo, 24 novembre 2009

EUTELIA COME LA INNSE, DI NUOVO IN LOTTA PER LA DIGNITA’ E IL LAVORO

novembre 17th, 2009 Posted in Senza categoria | 2 Comments »

oggi_scioperoDopo la brutta mattina del 10 novembre finalmente una bellissima domenica all’Eutelia occupata. Per sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Agile-Omega, questa volta nell’azienda di
via Bona a Roma non si sono presentati“Capitan Uncino” con la sua
squadraccia di vigilantes, ma le brigate di solidarietà attiva “armate” di pentoloni e cucina da campo. Una giornata di lotta e di festa, un modo per dare e ricevere calore umano, per raccogliere fondi per la cassa di resistenza e far capire che chi lotta per la dignità e il lavoro non è solo. Mario Monicelli , bloccato a casa dall’influenza, non ha potuto presenziare alla proiezione di uno dei suoi capolavori “I compagni”, ma ha affidato a Citto Maselli l’incombenza di rappresentare anche la solidarietà del mondo della cultura romana.
Una festa che si è svolta nel grande cortile dell’azienda -finalmente
pieno di bambini e di molti sorrisi – con i lavoratori del presidio
attenti a non fare entrare nell’edificio estranei. Il prefetto di Roma
ha infatti affidato loro la sicurezza dei locali e l’incolumità di
apparecchiature sensibili.  I lavoratori  sono qui per difendere
l’azienda anche e soprattutto da imprenditori – ribattezzati  come
“prenditori”- che si sono dimostrati al contempo squali e incapaci. E’ toccato ad Alessandra Carnicella , una lavoratrice iscritta alla Fiom , il giorno prima, ricostruire la vicenda Eutelia, in piazza del Popolo , prendendo la parola dal palco della manifestazione nazionale della Cgil. “Abbiamo iniziato in pochi ma siamo diventati tanti e abbiamo dimostrato, specie negli ultimi giorni, di essere meglio dei nostri padroni.”. Che siano meglio di Samuele Landi , la cui foto, baionetta tra i denti , campeggia in diversi muri dell’azienda, lo dimostra anche il fatto che la stessa Eutelia ha chiesto e ottenuto il suo
allontanamento dal consiglio di amministrazione. Una rimozione che parla da sola dell’effetto boomerang prodotto dall’incursione anni venti dell’intemperante Capitan Uncino. Un vero schiaffo alla
“strategia dell’oblio” adottata da mesi dall’azienda aretina sul
destino dei lavoratori del gruppo, perché nel silenzio dei mass media e delle istituzioni si può tranquillamente “rottamare” migliaia di lavoratori e i loro saperi. Ora che i riflettori sono accessi su questi “invisibili”anche le opposizioni parlamentari alzano la voce e sollevano con forza il caso. L’unico che tace- troppo occupato
evidentemente a sgomberare i Rom – è il sindaco Alemanno, come se 50 e passa aziende in stato di agitazione permanente nella sua città non lo riguardassero.
Il pranzo con i lavoratori Eutelia/Agile mi ha riportato alla mente i
pasti frugali consumati lo scorso inverno al presidio della Innse di
Milano, quando quella lotta sembrava “residuale” o destinata alla
sconfitta. Proprio quella esperienza ci dice che la rete della
solidarietà quando si coniuga con la lotta può essere determinante per ribaltare un esisto già scritto. I lavoratori dell’Eutelia/Agile hanno giustamente dichiarato finita la trattativa/melina con Scaiola e il suo ministero. In tutti questi mesi non ha assunto nessuna iniziativa per la salvaguardia della produzione e del lavoro di un settore  strategico per la nostra economia .Adesso si pretende che sia la presidenza del consiglio tramite il sottosegretario Gianni Letta ad aprire un tavolo tra lavoratori, sindacati, banche e imprenditori. Dal presidio di via Bona ormai si avanza esplicitamente  il dubbio che questo immobilismo di palazzo Chigi abbia una precisa ragione : il conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi. Eutelia è proprietaria di 13mila km di fibre ottiche, un patrimonio ghiotto per chi vuole puntare sulla televisione via web. Il valore delle azioni dell’azienda è in caduta libera e Mediaset non nasconde l’interesse a metterci le mani sopra. Anche per questo oggi, con partenza a Piazza Esqulino alle 9.30 a Roma, si terrà
la manifestazione corteo dei lavoratori Omega/Eutelia provenienti da tutta Italia. Di nuovo in piazza dunque, per estendere una lotta che come alla Innse  può difendere la dignità e i diritti di chi produce la ricchezza di questo paese

da “Liberazione” del 17 novembre 2009

LA NOSTRA SOLIDARIETA’ A DON SANTORO

ottobre 26th, 2009 Posted in Senza categoria | No Comments »

Dichiarazione congiunta di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se,e di Alfio Nicotra, responsabile del Dipartimento Pace e Movimenti del Prc-Se.

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“Esprimiamo la nostra più piena solidarietà a don Alessandro Santoro e riteniamo molto grave, sia per le motivazioni che per la modalità, la sua rimozione dalla guida della comunità cristiana delle Piagge. A Distanza di quarant’anni la Chiesa fiorentina rischia di commettere gli stessi errori che fece con don Enzo Mazzi e la comunità di base dell’Isolotto.

Unire in matrimonio due persone che si amano ci sembra una scelta di amore tutta interna al messaggio cristiano. Tenerli divisi in forza di una discriminazione ricorda invece le pagine più nere e oscurantiste della storia terrena della Chiesa di Roma”. E’ quanto affermano, in una dichiarazione congiunta, Paolo Ferrero e Alfio Nicotra, rispettivamente segretario nazionale e responsabile Movimenti del Prc/Se.

“Preoccupa che davanti al dilagare dell’omofobia – proseguono Ferrero e Nicotra – monsignor Betori non trovi di meglio che rimuovere don Santoro dalla sua comunità. Quella che emerge è una Chiesa ripiegata su se stessa che rischia di non comprendere più il senso dell’amore e la missione a favore dei più deboli.”

“Siamo stati recentemente ospiti nella Comunità delle Piagge durante un convegno organizzato dal settimanale ‘Carta’ – ricordano i due esponenti del Prc – e ci ha favorevolmente impressionato il lavoro di don Santoro in un luogo difficile della periferia fiorentina. Un avamposto di dignità di cui la Chiesa dovrebbe andare orgogliosa se non avesse invece il terrore di essere convertita dai poveri.”

PROVINCIA AREZZO – APPROVATA LA MOZIONE SUI PENDOLARI

ottobre 22nd, 2009 Posted in Senza categoria | No Comments »

 

SERVIZIO FERROVIARIO – PASSA LA MOZIONE NICOTRA

La Provincia richiede il ripristino dell’Eurostar delle 17 e 55 da Roma e più treni per i pendolari

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Sia pur con una votazione che il capogruppo Alfio Nicotra definisce “bizzarra” ( hanno votato a favore tutte le opposizioni mentre la maggioranza si è astenuta) il consiglio provinciale ha approvato il dispositivo della mozione presentata dal gruppo PRC/PDCI in merito alle iniziative urgenti da assumere nei confronti dei problemi del pendolarismo ferroviario. Nicotra “nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione della mozione” si aspetta adesso “che il presidente Vasai e l’assessore Perferi si attivino immediatamente per strappare significativi risultati nel nuovo orario invernale di Trenitalia che entrerà in vigore nei primi giorni di dicembre.”

In sintesi la mozione approvata impegna la giunta :

“ad assumere immediatamente una iniziativa nei confronti delle province e delle Regioni coinvolte nell’asse ferroviario tra Roma e Firenze al fine di concertare posizioni e proposte comuni , anche attraverso la valorizzazione delle aziende ferroviarie regionali, in grado di rivitalizzare il traffico su rotaia e dare risposte alle esigenze delle nostre comunità;
a chiedere, in sede di revisione del memorario, il potenziamento dei treni veloci da e per Firenze negli orari di punta dei pendolari e segnatamente nella  fascia pomeridiana serale (16 /19) la più attualmente sofferente con treni strapieni e profondi disagi;
a chiedere a Trenitalia:
1)  il ripristino di un treno intercity da Arezzo per Roma, intorno alle 9 del mattino ponendo rimedio all’attuale inaccettabile buco dell’orario;
2) il ripristino della fermata nella stazione di Arezzo dell’Eurostar che parte da Roma alle 17,55 o di alternative che abbiano caratteristiche analoghe in termini di tempo di percorrenza (circa 1 ora e 10 minuti) e di orario di partenza;
3) il ripristino del collegamento veloce verso Milano con arrivo nella città in prima mattina;
4) la garanzia che non verranno  effettuati ulteriori e sconsiderati tagli al servizio;
5) l’ammodernamento del materiale rotabile usato per gli intercity e più in generale una  maggiore pulizia dei mezzi”

 

Arezzo, 22 ottobre 2009

POTENZIARE IL SERVIZIO FERROVIARIO, BASTA CON I TAGLI E I DISAGI

ottobre 20th, 2009 Posted in Senza categoria | No Comments »

logo-comitato-rm_fi_web1Il capogruppo provinciale del PRC/PDCI Alfio Nicotra, ha reso noto il testo della mozione “che presenterò in alternativa a quella della consigliera Tanti” che sarà discussa il prossimo 22 ottobre dal consiglio provinciale.
“La mozione della PDL – spiega Nicotra – è unicamente una sterile polemica con la Regione Toscana su un sondaggio, definito ‘taroccato’, in merito ad un supposto gradimento degli aretini nei confronti del servizio ferroviario. In quella mozione non viene avanzata una sola proposta per migliorare il servizio e dare una risposta al problema che ogni giorno vivono migliaia di pendolari.”
“La mozione che il mio gruppo avanza – prosegue il capogruppo comunista – è un contributo che portiamo al confronto dell’aula consiliare, al fine di costituire un testo condiviso che dia risposte al problema e impegni fattivamente l’amministrazione provinciale. “
Qui di seguito il testo integrale della mozione:

Il Consiglio Provinciale di Arezzo

Premesso che

Al contrario di quanto tentano di dimostrare alcuni sondaggi, il trasporto ferroviario nella Provincia di Arezzo è sempre di più una nota dolente;
la formazione di comitati dei pendolari sia ad Arezzo che in Valdarno evidenzia una esasperazione ed una criticità del problema pesantemente avvertito nelle nostre comunità;
negli ultimi anni, ad ogni cambio di orario, Arezzo e la sua provincia sono stati pesantemente penalizzati da tagli, modifiche irrazionali, sostanziale abbandono;
- enormi e ulteriori preoccupazioni suscitano le notizie secondo le quali dal Dicembre prossimo sulla direttissima transiteranno 38 nuovi Freccia Rossa, di fatto precludendo o nel miglior casi peggiorando, la fruizione della Direttissima da parte di regionali ed Intercity e relegando il trasporto da e per Arezzo alla sola linea lenta;
- già oggi i pochi Intercity, composti con materiale rotabile vecchio e sovente sporchi e maleodoranti, con diverse porte inutilizzabili, con bagni inservibili e quasi sempre strutturalmente in ritardo, sono costretti a dare la precedenza ai treni AV;
- il trasporto ferroviario non è soltanto un problema che riguarda i pendolari ma può e deve rappresentare un punto di forza dell’economia locale, in una provincia che è posta al centro della direttiva nord/sud d’Italia e che è l’unico capoluogo di provincia tra due città quali Roma e Firenze;

Considerato che :
la Provincia può diventare capofila e protagonista di un ragionamento più ampio , in grado di riuscire a mettere intorno ad un tavolo le altre Province (Firenze, Siena, Perugia, Roma, Terni) che stanno nell’asse ferroviaria Roma Firenze; le regioni competenti (Toscana, Umbria e Lazio) per provare a trovare soluzioni comuni che riescano a dare al contempo risposte più esaurienti non solo ai pendolari ma allo sviluppo di questa Italia “mediana”
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Ricordando come la linea Direttissima è stata realizzata con enormi investimenti pubblici per il traffico di media e lunga tratta utile alle connessioni con le principali città e come invece sia sta indebitamente “sequestrata” solo per il trasporto ad AV;

preso atto che il Comune e la Provincia di Arezzo nel convegno del 4 luglio 2009 “Il futuro viaggia in treno” hanno cercato di sensibilizzare Regione Toscana, Trenitalia e il governo nazionale sulla necessità di potenziare i servizi da e per la nostra provincia ma che in quella occasione – a causa dei tragici fatti della stazione di Viareggio – non è stato possibile avere un interlocutore nei dirigenti di Trenitalia;

impegna il Presidente e la giunta provinciale

ad assumere immediatamente una iniziativa nei confronti delle province e delle Regioni coinvolte nell’asse ferroviario tra Roma e Firenze al fine di concertare posizioni e proposte comuni , anche attraverso la valorizzazione delle aziende ferroviarie regionali, in grado di rivitalizzare il traffico su rotaia e dare risposte alle esigenze delle nostre comunità;
a chiedere, in sede di revisione del memorario, il potenziamento dei treni veloci da e per Firenze negli orari di punta dei pendolari e segnatamente nella fascia pomeridiana serale (16 /19) la più attualmente sofferente con treni strapieni e profondi disagi;
a chiedere a Trenitalia:
1) il ripristino di un treno intercity da Arezzo per Roma, intorno alle 9 del mattino ponendo rimedio all’attuale inaccettabile buco dell’orario;
2) il ripristino della fermata nella stazione di Arezzo dell’Eurostar che parte da Roma alle 17,55 o di alternative che abbiano caratteristiche analoghe in termini di tempo di percorrenza (circa 1 ora e 10 minuti) e di orario di partenza;
3) il ripristino del collegamento veloce verso Milano con arrivo nella città in prima mattina;
4) la garanzia che non verranno effettuati ulteriori e sconsiderati tagli al servizio;
5) l’ammodernamento del materiale rotabile usato per gli intercity e più in generale una maggiore pulizia dei mezzi
A chiedere al governo nazionale :

1) di aumentare la percentuale degli abbonamenti per i pendolari deducibili in dichiarazione dei redditi;
2) a valutare, tra le opere prioritarie, la possibilità di una nuova stazione di Arezzo sulla Direttissima e/o l’utilizzo e l’adeguamento dell’attuale stazione di Terontola in stazione di AV al fine di consentire alle tre province (Arezzo, Siena e Perugia) di poter usufruire pienamente di questa possibilità

Delibera di inviare la seguente:

ai dirigenti di Trenitalia, al Presidente e all’assessore ai trasporti della Regione Toscana, ai Presidenti e ai capigruppo delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato

Arezzo, 20 ottobre 2009

EUTELIA, AL FIANCO DEI LAVORATORI

ottobre 13th, 2009 Posted in Senza categoria | No Comments »

 

 GIOVEDI’ 22 OTTOBRE IL CONSIGLIO PROVINCIALE DISCUTERA’ LA MOZIONE PRC/PDCI SUL DRAMMA OCCUPAZIONALE DI 2200 LAVORATORI

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Il capogruppo comunista in consiglio provinciale, Alfio Nicotra, ha reso noto di aver depositato una mozione “aperta al contributo e alle modifiche di tutti gli altri gruppi”, in merito al dramma occupazionale del gruppo Eutelia. La Conferenza dei capigruppo ha calendarizzato la discussione della mozione per la seduta del consiglio prevista per giovedì 22 ottobre. “Domani ci saranno altre 8 ore di sciopero negli stabilimenti ex Eutelia – ha dichiarato Nicotra- e sarò di nuovo con i lavoratori alla loro manifestazione di Roma. La mozione non ha l’obiettivo di piantare alcuna bandierina di partito ma di contribuire ad accendere i riflettori anche ad Arezzo, sede storica del gruppo, su un dramma occupazionale e su scelte aziendali inaccettabili che minacciano di cancellare 2200 posti di lavoro. Mi auguro che da parte della maggioranza come da parte delle altre opposizioni ci sia un atteggiamento solidale e responsabile nei confronti dei lavoratori. Non cerchiamo primogeniture cerchiamo solo di stimolare l’intera classe politica a schierarsi dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie.” Qui di seguito il testo integrale della mozione consiliare:

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

 

Premesso che :


La società Eutelia S.P.A., con sede legale in Arezzo, nasce come internet server provider nel 1998 nell’arco di circa 10 anni passa da 40 dipendenti a circa 2700, soprattutto attraverso acquisizioni di aziende e/o di rami di aziende. Infatti acquisisce per incorporazione il 100% di Edisontel nel 2003, Fredomland e Noicom nel 2004, Getronics e Bull nel 2006 ed in ultimo nel 2007 Alpha Telecom e C3.

 

Subentrando in realtà societarie in difficoltà sul piano economico o con interesse ad uscire dal mercato italiano Eutelia ha acquisito anche un alto livello di commesse ed assets mobiliari ed immobiliari di notevole entità. Gli azionisti di riferimento hanno sempre annunciato ottimi risultati sul piano economico finanziario e nella gestione della società, comunicando ai soggetti istituzionali deputati sempre ottime performance e grandi operazioni di risanamento rispetto ai problemi ereditati.

 

A partire dai primi mesi del 2008 in maniera del tutto inaspettata la società ribalta alcune scelte compiute nel piano industriale e comincia a denunciare alcune difficoltà che porteranno nel mese di giugno alla sottoscrizione di accordo di solidarietà per ridurre l’orario di lavoro del 37,5% per la quasi totalità dei lavoratori (con risparmi superiori ai 40 milioni di €).

 

In anticipo rispetto alla scadenza del contratto di solidarietà e con una drammatizzazione dei risultati Eutelia SpA annuncia nei primi giorni di gennaio 2009 la dismissione totale di tutto il settore IT, dichiarando esuberi strutturali per circa 2300 addetti nell’intera azienda.

 

Eutelia SpA trasferisce il 15 giugno 2009 con una cessione di Ramo d´Azienda circa 2100 persone ad Agile Srl controllata al 100%.   La manovra viene portata a termine con un ruolo significativo del Monte dei Paschi di Siena.

 

Lo Stato Patrimoniale allegato all’Atto di Cessione evidenzia, tra le altre voci contabili, il passaggio ad Agile s.rl. sia dell’intero ammontare del Fondo di Trattamento di Fine Rapporto relativo ai dipendenti trasferiti, sia dei Debiti Tributari di titolarità del Cedente;

 

Contemporaneamente  Omega SpA acquisisce il Capitale di Agile srl di 96.000 euro;

 

Agile/Omega non presenta nessun Piano industriale al Ministero dello Sviluppo Economico negli incontri programmati del  9 luglio del 17 settembre e del 22 settembre 2009;

 

Agile/Omega non paga i dipendenti da tre mesi, in pratica da quando Omega ha finalizzato l´acquisto di Agile. Nei confronti dei lavoratori che hanno impugnato davanti alla legge la cessione del ramo di azienda ad Agile/Omega l’azienda ha inviato lettere e fatto pressioni minacciando di non pagare i lavoratori se non sarà ritirato il ricorso;

 

Agile/Omega non paga i fornitori ed i dipendenti sono impossibilitati  ad erogare i servizi con la conseguente  perdita di Clienti importanti . Tra questi vi è la minaccia di Poste Italiane di disdire il contratto per inadempienza di Agile/Omega. I lavoratori, per quanto non pagati stanno continuando a seguire Poste Italiane per evitare che si giunga alla disdetta determinando la sostanziale impossibilità di qualsiasi prospettiva futura;

 

I lavoratori del settore IT di Eutelia hanno livelli elevati di professionalità e capacità nella progettazione e nella gestione di grandi progetti;

 

Preso atto che è in corso una inchiesta da parte della Procura di Arezzo nei confronti di Eutelia;

Il Consiglio Provinciale di Arezzo

 

Reputando inammissibile procedere a cessione di Ramo d’Azienda a società di comodo con il solo scopo di “liberarsi” dei lavoratori considerati come esuberi e senza alcun piano industriale di rilancio;

 

esprime la propria solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del gruppo Eutelia e il proprio sostegno alle mobilitazioni in corso.

 

Impegna la giunta:

 

-ad attivare la task force provinciale e regionale su crisi e occupazione sulla vicenda Eutelia;

-a svolgere una riunione, di concerto con la Regione Toscana, con i rappresentanti delle Regioni dove hanno sede i diversi stabilimenti del gruppo;

·         a svolgere una riunione della giunta provinciale, come già avvenuto per la Sca di Pratovecchio e per la Buitoni di Sansepolcro, dentro la sede di Eutelia incontrando tutti gli attori della vicenda

- -a vincolare ulteriori contratti tra l’ente ed Eutelia ad un cambio di linea generalizzato della condotta industriale e sindacale della crisi in corso;

 

Delibera di inviare la presente :

 

al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico, ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato

decide inoltre di dare mandato all’ufficio di presidenza del consiglio e alla conferenza dei capigruppo di verificare la necessità di un consiglio provinciale straordinario sul tema Eutelia, decide comunque di inserire tra i relatori ufficiali dei consigli comunale e provinciale congiunto convocato per il 30 Novembre in occasione della Festa della Toscana e dedicato all’arte dei mestieri, un lavoratore EUtelia (o ex Eutelia) indicato dal coordinamento di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del gruppo.

 

Il consigliere Alfio Nicotra

 

Arezzo, 13 ottobre 2009

 

UN NOBEL STONATO

ottobre 9th, 2009 Posted in Senza categoria | No Comments »

Tutte le volte che il Nobel per la pace viene conferito ad un potente della terra, invece che a chi, dal basso e a rischio della vita si batte per il disarmo e i diritti umani, è sempre una occasione persa.
Obama viene premiato per due discorsi ma ancora per nessun fatto. Le truppe Usa portano guerra e distruzione in Afghanistan e in Iraq e  al “comandante in capo” di tale scempio si conferisce il premio Nobel per la Pace. Sappiamo che Obama non è Bush, capiamo che la sua presidenza , visti gli orrori del suo predecessore, susciti speranze tra i popoli,  ma sinceramente siamo interdetti per questa scelta avventata del comitato di Oslo.
Sappiamo di essere una voce fuori dal coro  ma in un mondo che registra la più
alta crescita delle spese militari della storia umana, assegnare il Nobel al Presidente del Paese che più spende per la guerra ci sembra un controsenso.
La speranza   è che almeno il premio, che oggi ci appare come una  nota stonata,  induca Obama a passare dalle parole ai fatti. Il Presidente Usa ha mille occasioni per dimostrarsi degno del Nobel .Per esempio rinunci alla costruzione della base Usa di Vicenza e cessi di porre il veto all’Onu sulle risoluzioni che condannano Israele per le nuove colonie e la violazione dei diritti umani dei palestinesi.